DOMANI AL FORO ITALICO FINALE TRA DJOKOVIC E NADAL

15 Maggio 2021
Sandro Columbaro

Già inserito il 15 maggio 2021 su facebook

Non succedeva dai tempi della bella époque tennistica che un italiano riuscisse a infiammare il Foro Italico in semifinale, purtroppo con i limiti di capienza imposti dalla legge, come è successo oggi a Lorenzo Sonego.

Devo dire che in un momento preciso del match ho creduto possibile che Sonego riuscisse a battere Djokovic. E’ successo nel primo game del terzo set quando Nole ha dovuto salvare tre palle break. In quel game il serbo sembrava in crisi nel gioco e in calo di energie, Lorenzo spingeva al massimo su tutte le palle come se avesse incominciato allora a giocare.

Mi aveva illuso la straordinaria conclusione del secondo set nel quale aveva recuperato, giocando un tie-break sempre in spinta, un match nel quale si era trovato a rincorrere, senza mai demordere e credendoci sempre.

Nel primo set, 6-3 per il serbo, anche se Sonego ha perso solo una volta il servizio, Nole ha pulito le righe dipingendo il campo con traiettorie che sono solo sue. Lorenzo, pur giocando abbastanza bene, non si è mai dato la possibilità di rientrare nel set dopo aver subito il break al terzo game. Il livello si è alzato man mano che la partita andava avanti nonostante la stanchezza e le tante energie che i due hanno dovuto spendere nella mattina per battere i rispettivi avversari.

Sonego alla fine del secondo set quando ha recuperato dal 5-6 lo svantaggio e vinto il tie-break, ha dato l’impressione di potercela fare. All’inizio del terzo sembrava che il suo serbatoio avesse maggiori energie. Nole come ho detto ha recuperato il primo game da 0-40 e da quel momento ha cambiato marcia dimostrando di essere come linearità di gioco, forza fisica e mentalità di una spanna superiore. Ha fatto il break al quarto e all’ottavo fino a chiudere 6-2. Lorenzo ha continuato a crederci fin quasi alla fine. Ha avuto un cedimento fisico e mentale solo nell’ultimo game.

Rimane l’impresa memorabile di questo grandissimo player che sta dimostrando al mondo tennistico che non ha mai creduto in lui che non ha solo cuore, volontà e coraggio ma anche tecnica e capacità di giocare bene tutti i colpi e da ogni posizione del campo. La sua storia è solo agli inizi, il bello deve ancora arrivare.

Nadal domani giocherà la dodicesima finale agli Internazionali d’Italia.

Oggi ha battuto Opelka, lo statunitense che nessuno aspettava. Qualcuno credeva veramente possibile il successo del gigante nato a St. Joseph nel Michigan? Credo sinceramente di no. Si sarebbero dovute incastrare alla perfezione troppe variabili.

Opelka avrebbe dovuto essere incontenibile al servizio piazzando ace e vincenti a ripetizione come gli era successo nei precedenti incontri.

Avrebbe dovuto rispondere benissimo con diritti e rovesci a tagliare il campo facendo indietreggiare Rafa. Sarebbe dovuto arrivare al tie-break per mettere pressione al maiorchino sperando in errori inusuali.

Avrebbe dovuto incontrare un altro giocatore. Era forse proprio questa la condizione fondamentale per sperare in una finale.

Nadal ha invece giocato da Nadal, stando attentissimo alla risposta – solo undici gli ace dello statunitense nei due set –, servendo bene e mettendo pressione con i suoi colpi da fondo ogni volta che lo scambio si allungava. Gli sono serviti pochi minuti per registrare l’avversario che non aveva mai incontrato e che è quasi un unicum nel suo gioco offensivo. Nadal ha dovuto salvare quattro palle break al quarto gioco. Al quinto ha strappato il servizio – prima volta che lo statunitense lo perdeva in questa settimana – e dal quel momento la partita non gli ha più presentato reali problemi. Ha chiuso il primo set 6-4.

Nel secondo nuovo vantaggio che lo portava sul 2-1 e servizio. Da quel momento giocava in completo controllo facendo il minimo indispensabile per mantenere Opelka a debita distanza. Il set si concludeva con lo stesso punteggio del primo.

La bella favola di Reilly finiva dopo 132 minuti quando metteva in rete una risposta sul servizio del maiorchino. Non sappiamo se sulla terra sarà in grado di ripetersi, tuttavia posso dire con discreta certezza che sui campi veloci, a partire dall’erba, potrà ottenere ancora risultati di prestigio.